Primo capitolo HoL - Khaos #3
(Libro dei gemelli)


Due anni prima
(notte rapimento di Hazel in HoD)

Sono stata rapita.
E non potrei esserne più felice.
Ero a una festa del Dead Night quando due ragazzi dall’aspetto identico si sono avvicinati. L’unica differenza è negli occhi: il più sorridente li ha azzurri, quello taciturno solo il sinistro. Il destro è del nero più cupo.
Mi hanno offerto un drink, quel liquore alla fragola stucchevole che di solito piace alle ragazzine. Avrei voluto ridergli in faccia e scolarmi mezza bottiglia di bourbon solo per chiarire i miei gusti, ma non l’ho fatto.
L’ho accettato, ho sorriso, li ho anche ringraziati, come fanno le persone educate.
La vita è un’accozzaglia di situazioni diverse, non puoi affrontarle sempre allo stesso modo. Io scelgo la maschera da indossare in base a chi ho di fronte.
E questi due sono esattamente il mio tipo.
Occhi Azzurri è un adulatore, i suoi sguardi di apprezzamento mi fanno sentire sazia, i suoi sorrisi desiderata. Occhi Spaiati è diverso. Non gli piaccio, mi guarda con sufficienza, il suo tono è arrogante. Anche lui mi fa sentire sazia, ma in modo differente.

Accende quella fiammella di sfida che arde in molte donne: non ti piaccio? Non mi vuoi? Staremo a vedere.
Se proprio devo trovargli una definizione, Occhi Spaiati è pericoloso. È per quegli sguardi affilati e le braccia possenti, l’unico tatuaggio sono le vene in rilievo che le mappano fino alle mani.
Acconsento quando mi chiedono di seguirli sul retro.
Secondo i miei genitori, se voglio qualcosa perdo il senso del pericolo. Mia madre lo dice con orgoglio, mio padre con preoccupazione.
Mio padre è proprio noioso delle volte.
Mentre li seguo fuori la mia testa è un ammasso di pensieri. Non tipo: mi faranno del male? Dovrei stare attenta? Ma più: saranno ragazzi da sveltina nel vicolo buio? Parteciperanno entrambi o uno starà solo a guardare?
So che a molti piace non prendere parte all’azione e godersi solo lo spettacolo.
Le mie supposizioni vengono spazzate via quando Occhi Azzurri apre la portiera di una limousine bianca. Un’alternativa più comoda e lussuosa al vicolo buio. Salgo e mi sistemo tra loro due, perfettamente a mio agio.
Occhi Spaiati è silenzioso mentre il gemello chiacchiera della sua università – la Northwood, ma che sorpresa – e la mia mente torna a viaggiare. Mi sento strana, con la testa leggera e la pelle formicolante. Credo che quel liquore alla fragola fosse non solo disgustoso ma anche drogato.

Quanto pazza risulterei se gli chiedessi una dose extra?
Quella che mi hanno dato è troppo leggera, e una volta che si fanno le cose, bisogna farle come si deve.
Alcuni uomini sono intimoriti dalle donne che sanno cosa vogliono. Preferiscono quelle docili, spaventate dalla loro stessa ombra, così possono ricoprire la parte di chi le porta in salvo. Invece io spero che non mi porti in salvo nessuno. Sono proprio curiosa di scoprire dove stiamo andando e cos’hanno in serbo per me.
La limousine si ferma di fronte a una villa degna rivale della mia. Per arrivare al portone attraversiamo un giardino sconfinato in cui conto due piscine interrate, un campo da tennis, uno da basket e una jacuzzi sul patio.
Mi fermo quando dalle vetrate della casa scorgo la parte posteriore del giardino.
«A cosa serve quella rampa?».
«Freestyle con le moto da cross». Occhi Azzurri si gira verso di me con un sorriso. «Un giorno te lo mostro».
«Posso provare anche io?». Sembra adrenalinico.
Occhi Spaiati ride. È dietro di me e mi guarda con crudeltà.
«Sei troppo delicata, facile da spezzare. Nella vita dovrai limitarti a guardare».
Occhi Spaiati non è solo pericoloso. È anche capace di farmi saltare i nervi.
Sto per ribattere, e fanculo alla farsa della ragazza dolce e sprovveduta. Ma la testa inizia a girarmi.
Forse quella dose non era poi così blanda.

«Shh, piccola. Va tutto bene». Occhi Azzurri mi abbracci per non farmi cadere. Non mi ero resa conto che le gambe mi stavano cedendo. «Ci siamo noi a prenderci cura di te».
La vista mi si annebbia, l’ultima cosa che vedo è Occhi Spaiati che mi squadra con aria compiaciuta.
«Sì. Facile da spezzare, proprio come dicevo».
Si avvicina, mi accarezza il collo donandomi brividi gelidi. Sogno di immergermi in un lago ghiacciato durante una notte di neve mentre, ormai svenuta, i gemelli “si prendono cura di me”. Qualsiasi cosa significhi.

Riapro gli occhi e confermo le mie idee iniziali.
Sono stata rapita e ne sono felice. Ora più che mai.
Ci siamo spostati dall’ingresso, ci troviamo in una mansarda. È buia e calda, forse perché ho la schiena premuta contro il calorifero.
Realizzo di essere legata alle sbarre. E anche che non sono l’unica a sentire caldo.

Occhi Azzurri sta parlando al telefono con qualcuno, continua a fare avanti a indietro per la stanza. Ha la camicia aperta, alla luce del caminetto riesco a contargli gli addominali.
«Sei davvero strana.»
Mi giro verso quella voce maschile.
Non lo trovo subito, Occhi Spaiati se ne sta in un angolo buio. E mi sta fissando.
«Ti abbiamo rapita. Drogata. Legata. Sei sola in questa camera insieme a noi. Dovresti provare paura, non sbavare sul corpo di mio fratello.»
Occhi Azzurri smette di parlare al telefono, nota che mi sono svegliata. Il silenzio si diffonde insieme a un’atmosfera carica di elettricità. Stanno aspettando la mia risposta, e so che sarà cruciale.
Devo continuare la recita della ragazza sprovveduta o smetterla di essere chi non sono?
Guardo Occhi Spaiati.
«Se ti sbottonassi quella camicia, potrei sbavare anche su di te.»
Si acciglia, il fratello si lascia andare a una risata. «Lo sapevo! Ryder continuava a dire che eri troppo innocente, ma sentivo che stavi fingendo.»
Ah.
Ryder mi guarda sconvolto. «E ora perché sembri delusa?»
«Pensavo di essere stata brava. Mi puoi dire dove ho sbagliato?» Guardo Occhi Azzurri. «Cosa mi ha tradita?»
Sono stata attenta. Ho finto di non accorgermi del drink drogato e ho ignorato i loro sguardi affamati, sono stata la perfetta ragazza ingenua.

«Tesoro, nessuna ragazza sana di mente seguirebbe su una limousine due perfetti sconosciuti.»
Oh, giusto.
Ero così desiderosa di lasciare la festa per movimentare la mia serata da tralasciare il dettaglio principale.
Sfodero un sorrisetto e mi sporgo verso il gemello con la camicia sbottonata. È proprio sopra di me, sembra compiaciuto di vedermi ai suoi piedi.
«Possiamo dare la colpa alla droga?» Uso la voce dolce della mia farsa, ma con scopo diverso. Prima era per fregarlo, ora per far crescere il suo sorriso.
«Tesoro, la droga ti ha fatto solo svenire. La decisione di essere qui con noi è stata tua.»
Si inginocchia per portare i nostri volti alla stessa altezza.
È bello, molto.
Alla luce del fuoco i suoi occhi sembrano ancora più chiari e i tratti del viso più scolpiti, con la mandibola affilata e gli zigomi alti.
Complimenti ai genitori.
«Cosa ti ha portata a salire su quella macchina con noi?»
Mi accarezza la guancia, è un tocco gentile. Appena sfiora l’angolo della mia bocca, mi lecco l’angolo opposto.
La sua intera attenzione si focalizza sulla mia lingua.
«Cosa vi ha portati a rapirmi?» chiedo di rimando. «La mia domanda ha la precedenza sulla vostra».
Come ipnotizzato, sposta il dito sul punto che ho leccato.
Mi ritraggo.
Il messaggio è chiaro: parla, o non avrai niente da me.
Per quanto io sia felice dello sviluppo inaspettato di questa serata, rimane il fatto che mi hanno drogata e rapita. Voglio capire il motivo.
Occhi Azzurri sta per parlare, ma all’ultimo guarda qualcosa oltre di me. Proprio quando sento una fitta alla nuca.

I miei capelli vengono strattonati con forza, sopra di me compare il volto di Ryder. Sta fissando il gemello con un’espressione pericolosa.
«Kian, ti ricordo che la figa la possiedono anche gli altri tre miliardi di donne al mondo. Non lasciarti fregare da questa ragazzina.»
«Non sono poi così piccola.»
Ryder abbassa lo sguardo, ha un sopracciglio inarcato.
«Hai appena compiuto sedici anni. Ti chiami Hazel Ashton, sei figlia dell’uomo che gestisce sia la mia università che il locale dove ci siamo incontrati. Tua madre è Dalya Vekarìa, ufficialmente fa la moglie mantenuta dal marito miliardario, ma in realtà è immischiata in affari che nemmeno tu immagini.» Si china, sento il suo respiro caldo sulle labbra. «Le tue bugie con noi non funzionano. E neanche le scenette del cazzo da bambina ingenua.»
Gli rivolgo i miei due occhioni da bambina ingenua pieni di dispiacere. «Che peccato. Però con Kian stavano funzionando benissimo, era sul punto di spingermi il pollice in bocca per immaginarsi cosa si provasse ad avere le mie labbra attorno al suo cazzo.»
Un lampo di rabbia passa sul viso di Ryder, mi tira i capelli facendomi gemere dal dolore. Ho la schiena talmente piegata da sentirla sul punto di rompersi.
«Per tua sfortuna io e mio fratello siamo sempre insieme. Per fregare lui, devi fregare anche me.»
«Sempre sempre insieme?»

Il mio tono leggero, totalmente intoccato dalle sue minacce, lo sta facendo incazzare.
Emette un verso cupo prima di lasciarmi andare i capelli. «Non rompermi il cazzo e forse sarai abbastanza fortunata da non scoprirlo mai.»
«Fratello, delle volte sei proprio cieco.» La mano di Kian finisce tra i miei capelli, mi massaggia nel punto in cui Ryder ha tirato. «Hazel ci ha seguiti su quella macchina. È proprio quello che vorrebbe scoprire.»
Ryder gli allontana la mano con stizza. «È minorenne, te ne sei già dimenticato?»
Lui fa spallucce. «E da quando ti fai scrupoli morali?»
«Da quando abbiamo deciso di mandare un uomo potente con il culo all’aria.»
Capisco che si è lasciato sfuggire troppo dalla sua reazione. Appena finisce di parlare, si morde il labbro e il suo sguardo scatta su di me.
Sorrido.
«Uomo potente, mandarlo in rovina... state parlando di mio padre?» Muovo i polsi, sbattono contro le sbarre del calorifero a cui sono stati legati. «Stanotte mi avete rapita. Volete usarmi per chiedere il riscatto?»
Anche se continua a non tornarmi.
Questa villa è tra le più lussuose che abbia mai visto, loro stessi indossano abiti particolarmente costosi. E frequentano la Northwood. Si sa che in quel posto ci arriva solo gente che non sa cosa farsene dei soldi.
«Non è per il riscatto. Volete solo ricattarlo» giungo alle mie conclusioni.
Kian torna ad accarezzarmi la guancia. «Ma brava, piccola. Così sveglia.»
«Cosa volete in cambio?»

Se non è per i soldi, devono essere delle informazioni. Oppure la famiglia dei gemelli è in affari con mio padre? Potrebbe essere un modo per toglierlo dai giochi, oppure...
«Niente. Ci basta ricattarlo, tutto qui.»
Aggrotto la fronte. «Questo non ha senso, lo sai?»
«Lo avrebbe anche per te se frequentassi la Northwood. Mettiamola così: è solo una mossa per vincere un gioco.»
«Kian» lo ammonisce Ryder, ancora alle mie spalle.
Mi giro verso di lui, credo che i miei occhi stiano scintillando di entusiasmo.
Fa una smorfia spazientita. «Qualsiasi cosa tu stia pensando, non sei inclusa nel gioco. Sei solo una pedina che verrà gettata a partita finita.»
«Il gioco di cui state parlando. È la caccia?»
Sgrana gli occhi, quello nero viene illuminato dal fuoco. È così scuro da risucchiare la pupilla.
«E tu come diavolo fai a conoscerla?»
«Sua madre, suppongo» risponde Kian. «Papà ci dice sempre che è folle quanto lui. Un tempo erano migliori amici, sai?»
Un momento...
«Siete dei Lockwood?».
Deve essere così.
Mia madre non è una donna semplice, a detta sua non è fatta per rapporti a lungo termine. Le eccezioni sono mio padre e un vecchio amico che ormai non vede da tempo.
«Preferiamo la definizione “figli del male assoluto”. Ma sì, suppongo puoi chiamarci anche Lockwood.»
Ryder sbuffa. «Basta perdere tempo. E non era previsto che conoscesse il nostro cognome, devi imparare a chiudere quella bocca.»
Kian continua a fissarmi, il suo sguardo scivola in basso. «La chiuderei volentieri tra le cosce di nocciolina.»
«Nocciolina?»
«Non ti chiami Hazel?»

«Basta!» ci sgrida Ryder. «Non abbiamo tutta la notte, prima chiudiamo questa storia, meglio è.»
«Dovete farmi delle foto mentre reggo un cartello con scritto “Aiutatemi, vi prego” e fingo qualche lacrima? Sono bravissima a piangere a comando.»
«Non avevo dubbi» dice Ryder con tono sprezzante.
«Siamo orgogliosi delle tue doti recitative, ma per stanotte avevamo in mente qualcos’altro.» Kian chiude la mano attorno al mio collo. «Stanotte al tuo papino arriverà un video. Sarà la sua bella figlia, colta a scopare con i figli dell’uomo che odia di più al mondo. Per non farlo diffondere, dovrà lasciarci campo libero alla Northwood.»
Kian mi studia con attenzione, sembra in attesa di trovare del disgusto sul mio viso. Ryder, invece, ha un sorrisetto vittorioso. Pensa che sia riuscito a spaventarmi.
Io, però, vedo una grossa opportunità.
«Volete un video che mi metta in cattiva luce. Questo significa che devo sembrare consenziente» ragiono a voce alta.
«Ma per te non sarà un problema, vero?» chiede Kian. Mi massaggia il collo con il pollice, strappandomi un brivido caldo. «Sei salita su quella limousine con noi perché speravi che la serata terminasse proprio così. Con noi dentro di te.»
Non perdo tempo né a negare né a confermare quelle parole. La mia testa è da un’altra parte.
«Se volete la mia collaborazione, dovrete darmi qualcosa in cambio.»

Ryder impreca tra i denti. «Non ci stiamo capendo. Non sei nella posizione di avanzare richieste. Qui gli unici a esigere siamo noi.»
«Ne sei sicuro? Per come la vedo io, se non mi mostro collaborativa, tutto quello che avrete sarà il video di uno stupro, non di una ragazza che si sta divertendo con i gemelli Lockwood.»
Anche il calmo e gentile Kian perde la maschera. I suoi occhi vengono scuriti dalla rabbia che li attraversa.
«Nocciolina, inizi a non piacermi più. Stai attenta alle tue mosse.»
Quella voce bassa mi strappa un brivido, ma non mi lascio intimorire.
«Vi chiedo in cambio solo una cosa. Una cosa che potrebbe tornare utile sia a voi che vostro padre.» Mi sporgo verso di lui. «In cambio del vostro silenzio sul video, dovrete chiedergli le dimissioni dal posto di rettore.»
Il loro silenzio è il suono più soddisfacente della mia vita.
Mi hanno abbordata pensando che fossi una preda indifesa, non si aspettavano che cambiassi le carte in tavola. Ora, sono loro a dover decidere se abbassarsi alle mie richieste.

«Perché?» chiede Ryder. Anche la sua mano finisce sul mio collo, lui lo stringe da dietro e con più forza rispetto al fratello. Non gli importa di farmi male. «Spiegami perché cazzo lo vuoi fuori dall’università. È tuo padre, dovreste essere nella stessa squadra.»
«All’apparenza, sono sempre stata e sempre sarò parte di quella squadra.»
Ma nel profondo? Nah.
Non lo sono mai stata. E sono stufa di fingere. Per una volta nella vita, la mia vera faccia è l’unica che voglio mostrare.
«Fammi indovinare. Anche tu frequenterai la Northwood e vuoi godertela senza averlo tra i piedi?» chiede Kian. Sembra il meno attento tra i due, ma inizio a capire il mio errore. Ryder è più attento ai dettagli, lui alle emozioni.
«Allora?» chiedo, ignorando la domanda. «Abbiamo un accordo?»
Kian si alza. Va verso il cassettone e una luce verde compare nel buio. Non mi ero accorta che avesse già sistemato la telecamera.
Quando torna da me, mi slega i polsi e mi porge la mano.
«Abbiamo un’alleanza.»
Alleanza. Sembra più duratura di un accordo. Più profonda.
Gli sto stringendo la mano quando colgo dei passi rumorosi fuori dalla porta.

Entro in allerta, la testa si svuota dai pensieri e diventa uno spazio vuoto da riempire con gli stimoli che mi circondano. Solo così posso analizzarli meglio e prendere la mia decisione in una frazione di secondo.
Ritraggo la mano.
Una ragazza dai capelli rossi spalanca la porta.
E io urlo a squarciagola.
«Mi hanno rapita! Sono dei bastardi! Slegami così potrò ficcargli i tacchi negli occhi!»


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